Il cdr del Tg4 denuncia la mancata sostituzione di un vice direttore da poco andato via. Al suo posto verranno assunti cinque giornalisti che però saranno dirottati altrove. “A poco a poco – recita il comunicato del cdr – scompare una testata e con essa il modello Tg4, quel giornalismo fatto di servizi curati con cui è nata l’informazione a Mediaset e che per 20 anni ha dato lustro all’Azienda“.
Colonna sonora: Bastardsinlove, “Tutto”
Archivi autore: Manfredi
Il modello Tg4
La Tav vista dalla Sicilia
Al Nord fanno le battaglie a favore o contro la Tav. Vista dal sottoscala della nazione, la Sicilia, la faccenda assume contorni fumosi e siderali, come quando ci si riuniva per guardare in tv le partite di Juventus, Inter e Milan, mentre fuori dallo schermo il Palermo regalava affanni calcistici nelle serie inferiori. Il potere non si pone minimamente il problema di dotare la Sicilia delle stesse infrastrutture presenti al Nord. Così seguiamo il Tg3 e facciamo il tifo per i no-tav o per i sì-tav, proprio mentre il treno Palermo-Punta Raisi viene umiliato dallo scatto irresistibile di un branco di cani randagi in calore.
Colonna sonora: Male Bonding, “Bones”
Padania is not Italy

E' una questione di punti di vista
Colonna sonora: Shulevel, “Untitled”
Ci piace ricordarli così

Non lasciamo i moderati alla Moratti
Colonna sonora: tUnE-yArDs, “Bizness”
E io che pensavo

E io che pensavo che fosse stata Letizia Moratti ad averlo ideato, imposto e tenuto in vigore per anni.
Colonna sonora: Airfish, “Anarchy 3″
Luciano Comida, una persona perbene

Luciano è lui, a sinistra.
Colonna sonora: Wilco, “Radio Cure”
Harmony
Seduto sul treno della metropolitana di piazza Abbiategrasso, a Milano. Di fronte a me c’è una signora anziana. Fuori ci saranno circa trenta gradi, con l’aria che è una condensa di scirocco e sudore. Lei è vestita come se il nostro maggio fosse quello del calendario australiano: berretto di lana, camicia di flanella, maglione e giacca. Se ne sta rannicchiata a leggere un romanzo rosa della serie Harmony. Ha l’occhio stretto e liquido, tipico di chi sta soccombendo alla commozione. O almeno così mi pare. Arrivati a Porta Genova se ne va come se stesse camminando per la prima volta nella sua vita: lentamente e senza curarsi di tutto il resto. Sto male e ringrazio l’Atm di avermi portato via da lì.
Colonna sonora: Stella Diana, “Shohet”
Fratelli d’Italia
Ho iniziato a leggere “Terroni” di Pino Aprile. E sul comodino accanto al mio letto è in attesa “Polentoni” di Lorenzo Del Boca. Mi pare che l’Italia goda di ottima salute.
Colonna sonora: Unmade Bed, “Luna (And The Great Parade Of Creatures Tiptoeing Around The Scarecrow)” (PS: ascoltare con le cuffie)
Battles

No Tyondai no party
A mio avviso, invece, la figura di Tyondai è più simbolica che altro. La sua assenza pesa maggiormente per il carisma dell’uomo anziché per la creatività – comunque notevole – del musicista. “Gloss drop”, d’altronde, è quello che ci si aspetta dai Battles. Una roba che molti definiscono in maniera un po’ bizzarra math rock (in quattro quarti?) ma che in realtà è post rock tortoisiano in formato dual core: ossessivo, ritmato, contorto. Ci sono anche le filastrocche sceme già presenti in “Mirrored”, solo che qui diventano ancora più complesse, orecchiabili, coinvolgenti. “Ice cream” è un gran tormentone dell’estate per fighetti disadattati. E “Gloss drop” è un bel disco per tutti.
Colonna sonora: Battles, “Ice cream”
Sghignazzate

Senti chi parla
Il problema è che ormai il gioco dello scherno è grammatica abituale anche dall’altra parte della barricata. Quante volte la sghignazzata per un difetto fisico viene usata contro gente come Giuliano Ferrara, Renato Brunetta o Maurizio Gasparri? A sinistra si stanno destrizzando e nemmeno se ne rendono conto.
Colonna sonora: Burial, “Street halo”


