Seduto sul treno della metropolitana di piazza Abbiategrasso, a Milano. Di fronte a me c’è una signora anziana. Fuori ci saranno circa trenta gradi, con l’aria che è una condensa di scirocco e sudore. Lei è vestita come se il nostro maggio fosse quello del calendario australiano: berretto di lana, camicia di flanella, maglione e giacca. Se ne sta rannicchiata a leggere un romanzo rosa della serie Harmony. Ha l’occhio stretto e liquido, tipico di chi sta soccombendo alla commozione. O almeno così mi pare. Arrivati a Porta Genova se ne va come se stesse camminando per la prima volta nella sua vita: lentamente e senza curarsi di tutto il resto. Sto male e ringrazio l’Atm di avermi portato via da lì.
Colonna sonora: Stella Diana, “Shohet”
23 maggio 2011



23 maggio 2011 at 13:49
“Ha l’occhio stretto e liquido, tipico di chi sta soccombendo alla commozione”
ho forse si stava fondendo la cornea per il caldo
23 maggio 2011 at 13:51
si vabbè, c’è una “h” in più, errore di battitura, come disse la prostituta arrestata in flagranza di reato
23 maggio 2011 at 15:53
mi hai rovinato la commozione, maledetto
24 maggio 2011 at 22:08
magari per la signora era un momento di grande commozione in una vita di amarezze… io non sarei così sprezzante!
C’è di peggio, e la signora nn guardava la tv, o il grande fratello, ma leggeva, certo leggeva harmony, ma leggeva.