Novanta si chiama così

Notti magiche

Novanta si chiama così perché è il numero che simboleggia la paura, e la paura è un sentimento che scandisce ogni decisione che conta. Novanta si chiama così perché negli anni Novanta difficilmente una persona senza arte né parte come me avrebbe potuto incidere dei brani. Novanta si chiama così perché negli anni Novanta Layne Staley era ancora vivo. Novanta si chiama così perché c’erano i Red House Painters, i My Bloody Valentine e gli Slint, perché il post rock stava nascendo, perché il grunge era fenomenale e perché la mia adolescenza andava a velocità Pumpkins. Novanta si chiama così perché sognavo di diventare il nuovo Rexanthony. Novanta si chiama così perché l’Italia di Azeglio Vicini resta una delle squadre di calcio più forti di tutti i tempi, e perché le notti magiche erano magiche per davvero. Novanta si chiama così perché nella seconda metà degli anni Novanta a Palermo la mafia sembrava in difficoltà. Novanta si chiama così perché Silvio Berlusconi è entrato a gamba tesa nelle nostre vite durante gli anni Novanta, e dopo tanto tempo è il caso di cambiare. Novanta si chiama così perché nasconde una motivazione goliardica che fomenta le risate mie e dei miei amici quando ci ritroviamo davanti a un buon bicchiere. Novanta si chiama così perché muove gli stessi elementi che animavano nel ’97 le mie prime prove con i 2 Young 2 Die: un misto di sfiga e negazione. Novanta è un progetto che non ha alcun tipo di obiettivo se non quello di togliere un po’ di ragnatele dalla mia chitarra.

Colonna sonora: Novanta, “La musica batte solo sul due”


9 Risposte to “Novanta si chiama così”

  • Barabba Marlin

    la cosa più bella degli anni 90 è che si pensava che il 2000 sarebbe stato il futuro. Bella giugno.

  • Manfredi

    vero. Io mi immaginavo che le macchine si sarebbero automaticamente trasformate in auto volanti!

  • L'Alligatore

    Già, le aspettative tradite degli anni ’90 … a pensarci viene da ridere, ma anche da piangere.
    A me piace “La musica batte solo sul due” perchè è musica liquida, attuale, ma con qualcosa di antico. Ironica nel titolo, impegnata nelle sonorità. L’elettronica non è mai stata così calda, per dirla con una battuta.

  • lamentepersa

    Il mio Freddie M. è morto in quei novanta… :(

  • indierocker

    grande!
    dream-industrial-shoegaze pop!!!

  • Novanta si chiama così « Novanta

    [...] Novanta si chiama così perché è il numero che simboleggia la paura, e la paura è un sentimento che scandisce ogni decisione che conta. Novanta si chiama così perché negli anni Novanta difficilmente una persona senza arte né parte come me avrebbe potuto incidere dei brani. Novanta si chiama così perché negli anni Novanta Layne Staley era ancora vivo. Novanta si chiama così perché c’erano i Red House Painters, i My Bloody Valentine e gli Slint, perché il post rock stava nascendo, perché il grunge era fenomenale e perché la mia adolescenza andava a velocità Pumpkins. Novanta si chiama così perché sognavo di diventare il nuovo Rexanthony. Novanta si chiama così perché l’Italia di Azeglio Vicini resta una delle squadre di calcio più forti di tutti i tempi, e perché le notti magiche erano magiche per davvero. Novanta si chiama così perché nella seconda metà degli anni Novanta a Palermo la mafia sembrava in difficoltà. Novanta si chiama così perché Silvio Berlusconi è entrato a gamba tesa nelle nostre vite durante gli anni Novanta, e dopo tanto tempo è il caso di cambiare. Novanta si chiama così perché nasconde una motivazione goliardica che fomenta le risate mie e dei miei amici quando ci ritroviamo davanti a un buon bicchiere. Novanta si chiama così perché muove gli stessi elementi che animavano nel ’97 le mie prime prove con i 2 Young 2 Die: un misto di sfiga e negazione. Novanta è un progetto che non ha alcun tipo di obiettivo se non quello di togliere un po’ di ragnatele dalla mia chitarra. (tratto da Rock, politica e pessimismo) [...]

  • Nora

    “2 youg 2 die…will never die”!
    Lo avevi scritto sul muro della mia stanza quando si poteva disegnare sulla carta da parati, una volta che i miei avevano deciso che da lì a poco sarebbe stata sostituita. Erano gli anni novanta e i sabati pomeriggio si passavano con gli amici nei garage dove si suonava (tu suonavi…noi cazzeggiavamo). Si girava in motorino e si usava il telefono di casa per chiamare gli amici, chè il cellulare non lo aveva proprio nessuno!

  • Manfredi

    che ricordi! che tempi! che bello! :-)

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