
Perfetti sconosciuti
La notizia è che gli Arcade Fire hanno vinto il Grammy per il miglior album, lasciando incollati sulle loro poltrone Katy Perry, Eminem e Lady Gaga (grandi nomi, ne convengo). Succede allora che il mondo intero si chieda chi diavolo siano questi Arcade Fire e come abbiano potuto vincere un premio che tutti dicevano fosse destinato a un tizio bravo nel mettere le parolacce in rima. Un blog ha sviscerato l’argomento raccogliendo i pareri delle menti migliori di questa generazione. EDIT: qualcuno ha finalmente risposto alla domanda.
Colonna sonora: Arcade Fire, “Empty room”



16 febbraio 2011 at 11:27
Io gli Arcade Fire li conosco pressapoco dal primo album e non perchè piacessero a me ma perchè ad esserne totalmente invasato era un amico. Il mio parere è questo e spero di aprire un dibatitto (no, il dibattito, no!): gli Arcade Fire, secondo me, sono bravi, coinvolgnti e pure ruffiani, che non sempre è un male. Però, ecco la colpa, non hanno alcuna disperazione. Uguale uguale ai Belle and Sebastian che hanno una serenità da condannare. I Red house painters, che a te piacciono e pure a me, non hanno un decimo della tecnica degli Arcade Fire ma sono disperati. Una disperazione che ci fa pensare le le cose brutte o tristi non capitano solo a noi. Ci sentiamo meno soli e forse la musica serve anche a questo.
16 febbraio 2011 at 13:36
beh, sai, il primo lavoro, “Funeral”, mi sembra proprio funerario come tematiche, poi magari viene sublimato da un approccio sbarazzino. Poi certo, concordo con te, la musica più bella è quella disperata perché se sei felice te ne vai in giro, se sei triste ti chiudi in casa e componi. E i Red House Painters (maledetto Kozelek che hai annullato il concerto a Varese) ne sono stati un grandissimo esempio
16 febbraio 2011 at 15:14
Ciao, io non sono un grande amante degli Arcade Fire anche se ci sono alcune loro canzoni che mi piacciono davvero tanto. Non riesco ad ascoltare un loro disco dall’inizio alla fine, dopo un po’ mi annoiano. Dell’ultimo non so che dire, non l’ho ascoltato, ho visto solo il video di Spike Jonze e non mi è dispiaciuto.
Comunque, che strano che ci sia stata una così grande sorpresa…non mi sembra che sia un gruppo di cui si parla poco (restando in italia, su Repubblica ho letto un articolo anche bello grosso)…o forse sono uno di quei gruppi di cui si parla tanto ma poi alla fine…insomma di tendenza…come succedeva ai Sigur Ros, che tra l’altro sono uno dei miei gruppi preferiti.
16 febbraio 2011 at 16:58
Perdonatemi… ma tutto ci vedo negli Arcade Fire tranne che disperazione! O meglio: continuo a pensare che loro “cantino” (interpretino) il r’n'r come lo faceva ai tempi d’oro Bruce Springsteen con la E-Street Band. Ok, facciamo le proporzioni, ma quando li ho visti in concerto a settembre in quel di Bologna erano semplicemente scatenati. Lui aggrediva il palco come pochi ho visto fare ultimamente ed era affamatissimo di suonare ogni singola nota.
E per me “The suburbs” é veramente un discone…
16 febbraio 2011 at 17:14
Ehi Fausto, per musica disperata mi riferivo ai Red House Painter, non agli Arcade Fire, che appunto sono musicalmente molto più sbarazzini. Però Funeral non mi sembra molto allegro, o sbaglio?
16 febbraio 2011 at 17:29
Credo che gli Arcade Fire suonino r’n'r alla vecchia maniera (per questo mi ricordano l’epopea di Springsteen con la E-Street Band), raccontando storie non necessariamente allegre (su questo siamo d’accordo…). Tanto pour parler, quello che non riesco a capire é il fatto di dover essere “disperati” per essere considerati artisti qualitativamente di ottimo livello…
16 febbraio 2011 at 17:56
Rimetto il naso nella discussione, scusate. Il mio giudizio assecondava ovviamnete il mio carattere, il mio temperamento. Quello che volevo dire è che una musica che sia prolungamneto di dolore lascia meno soli, parla un poco anche all’intelligenza oltre che al cuore (scusatemi la parola). Gli Arcade Fire sono grandi intrattenitori e l’intrattenimento poi, sempre per me, lascia molte cose irrisolte o più semplicemnete stufa. Poi la musica è difficile teorizzarla.
16 febbraio 2011 at 19:50
in realtà citavo Michael Stipe, Fausto, che se non sbaglio diceva una cosa del genere
La musica va indossata a seconda dell’umore di chi ascolta, secondo me
17 febbraio 2011 at 15:01
mi piacciono, dagli esordi, mi mettono di buon umore, ma non conosco l’inglese, il loro concerto costa abbastanza, non so se ci sarò… Rebellion, un loro brano, è la sigla di 8 1/2
ciao
15 luglio 2011 at 21:04
Gli Arcade Fire hanno fatto la settimana scorsa un concerto straordinario a Milano che mi ha fatto rivalutare di mille punti i loro album, incluso “Neon Bible”. Ora sono diventati una delle mie band preferite, e a distanza di giorni ho ancora i brividi addosso per quello che è stato uno dei concerti più belli che abbia mai visto. Ci tenevo ad aggiornare questo post, insomma…
20 luglio 2011 at 8:00
Pur non amandoli troppo, posso dire che da quello che ho visto su youtube sono davvero incredibili dal vivo.