Millennium Bug: Nathan Fake, “Drowning in a sea of love” (2006)

La nostalgia di un futuro a misura d'uomo
Ciò che forse resta davvero del 2006 è lo sguardo sbarrato di Piero Fassino davanti alle telecamere. E’ notte inoltrata. Il segretario dei Ds – invecchiato di dieci anni in dieci ore – annuncia la vittoria dell’Unione con la voce monocorde e il volto scioccato di un dead man walking. A destra parlano di brogli. E quello che doveva essere il momento della rinascita si è trasformato nel primo atto di un logorante miglio verde del centrosinistra. Solo che a scriverne la trama non è stato Stephen King. Bensì un più prosaico Clemente Mastella.
In un apprezzabile slancio di cambiamento, il buon Nathan Fake ha fatto armi e bagagli per lasciare il suo orticello dream pop e trasferirsi – metaforicamente – a Ibiza. L’ultimo disco, “Hard island”, uscito quest’anno, è infatti un incessante martellamento trance in quattro quarti. Il risultato è buono, anche se manca quel senso di meraviglia e magia che era l’ossatura sulla quale si reggeva invece “Drowning in a sea of love”.
Che, all’inizio, pareva proprio un capolavoro pop mancato. Le trame strumentali di Fake dosavano talmente bene pennellate shoegaze e tinte idm che era davvero un peccato che non ci fosse una voce a coronare il romanticismo post moderno di questi pezzi. Un po’ come sentire Aphex Twin rifare i Radio Dept. o i My Bloody Valentine e non trovare quei ritornelli da epica underground. Alla lunga però l’album si dimostra perfetto come colonna sonora di un film personalissimo che ognuno può girare tra cuore e cervello. Per musicare le nostalgie di un futuro a misura d’uomo che, probabilmente, non vivremo mai.
Colonna sonora: Nathan Fake, “Long sunny”
(Nelle puntate precedenti: 2000 – Deftones, “White pony”; 2001 – Giardini di Mirò, “Rise and fall of academic drifting”; 2002 – The Notwist, “Neon golden”; 2003 – Broken Social Scene, “You forgot it in people”, 2004 – The Radio Dept., “Lesser matters”; 2005 – Yuppie Flu, “Toast masters”)



non conosco, cerco. ho bisogno di colonne sonore mentali.
cerca, cerca, non ne resterai deluso
ah! adoro questo tuo modo di infilare il coltello e girare; inutile qulsiasi tentativo di reazione: è neutralizzato dalla musica… vabbè
Pessimo quel giorno, me lo ricordo come fosse ieri. Ma per i più distratti ricordo pure quelle schede bianche che miracolosamente diventavano azzurre (segnalo l’inchiesta di Deaglio “Uccidete la democrazia!” e “Gli imbroglioni”).
Vero, in tutte le province italiane c’è stato un calo e un livellamento della percentuale di schede bianche. Una cosa statisticamente impossibile.
è il disco che ho ascoltato di più in assoluto, da quando me lo hai… masterizzato!!