Millennium Bug: Yuppie Flu, “Toast masters” (2005)

2009 Ottobre 24
Europe is different

Europe is different

Nel 2005 il centrosinistra stravince alle elezioni regionali. Gli episodi più clamorosi sono quelli del Lazio e della Puglia. Piero Marrazzo e Nichi Vendola battono a sorpresa i presidenti uscenti, Francesco Storace e Raffaele Fitto, e diventano le stelle del nuovismo etico dell’Ulivo. Silvio Berlusconi è dato ormai per spacciato e a sinistra già parlano come se dovessero governare per i prossimi vent’anni. Buffo vedere come la storia sia proseguita in un modo molto diverso da come queste persone l’avevano immaginata.

Visto che Pitchfork ha dato fiato alle trombe con l’ennesima, logorroica e prematura classifica dei duecento (200) dischi migliori e delle cinquecento (500) migliori canzoni del Duemila (della serie: mettiamo tutti per non scontentare nessuno), sono costretto ad accelerare il passo di questa rubrica per non finire fuori tempo massimo.

Ce ne sono di dischi, nel 2005. Antony and the Johnsons e il suo struggimento tragico e soul. Gli Offlaga Disco Pax e il loro socialismo tascabile e indietronico. I Baustelle e il trionfo della nuova canzone d’autore italiana. E poi loro, gli Yuppie Flu. “Toast masters” è un disco che non avevo ascoltato bene, ai tempi. Sbagliando. Perché è un atto d’amore e devozione all’indie rock, ai suoi miti – Pavement primi fra tutti, ma anche gli Strokes – e al suo immaginario. Ed è soprattutto un inno alla vita. “Now smile ’cause the pain is over“, canta Matteo Agostinelli ed è come se stesse parlando un po’ per tutti noi. A tutti noi. I suoni riprendono, ampificano, rinnovano quell’immediatezza pop che nel precedente “Days before the day” aveva trovato asilo nella sola “Food for the ants”. I testi sono slogan in cui ciascuno può ritrovare il proprio vissuto e rivedere positivamente ciò che prima, magari, sembrava un fallimento. Perché, come cantano nell’ultimo brano, l’Europa è un differente stato della mente. E perché se è vero che quando piove diluvia, è altrettanto vero che quando spunta il sole il mondo ci regala il suo sorriso migliore.

Colonna sonora: Yuppie Flu, “Glueing all the fragments”

(Nelle puntate precedenti: 2000 – Deftones, “White pony”; 2001 – Giardini di Mirò, “Rise and fall of academic drifting”; 2002 – The Notwist, “Neon golden”; 2003 – Broken Social Scene, “You forgot it in people”, 2004 – The Radio Dept., “Lesser matters”)

7 Risposte Lascia un →
  1. 2009 Ottobre 25

    non azzardo commenti tecnico-musicali e resto in un ambito più estetico: carine le ballerine bianche della ragazza, ne ho un paio simili, comprate nel 2005 ;)

  2. 2009 Ottobre 25

    I dischi belli restano, e questo è un signor bel disco … i politici passano.

  3. 2009 Ottobre 26

    Un disco solare, fresco, io li adoro fin dagli esordi.

  4. 2009 Novembre 1

    Ma Habemus Capa me lo snobbi proprio? O forse è del 2006…

  5. 2009 Novembre 1

    ammetto di non essere un fan di Caparezza…

  6. 2009 Novembre 4

    mmm peccato! a parte l’uso creativo della parola mi piace come mescola musica popolare (matrimoni, funerali, uacezz) agli altri generi.

  7. 2009 Novembre 4

    beh, ci sono dei pezzi molto carini di Caparezza e in generale è vero, ha un uso creativo della parola. Però non mi ha mai coinvolto in maniera viscerale, sorry :-)

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