P(aranoid androi)D

2009 Giugno 11

"Mi si nota di più se dico che è un monarca o uno statista?"

"Mi si nota di più se dico che è un monarca o uno statista?"


Passata quella che doveva essere la fine del mondo, resta sul campo il senso strisciante di paranoia che l’avvento di Berlusconi ha provocato in tutti questi anni nel centrosinistra. Ogni mossa viene analizzata nei minimi dettagli in base al berluscometro: “così facendo toglieremo voti a Berlusconi o gliene daremo?”, variante democratica della vecchia massima morettiana “mi si nota di più se vado alla festa o se non ci vado?“.

Berlusconi antidemocratico, dice Di Pietro? Giammai, risponde il Pd, con l’antiberlusconismo non andremo da nessuna parte. Salvo poi fare una campagna elettorale con un quesito semplice semplice: “Monarchia o Repubblica? Pensaci bene“. Non si capiva se il monarca fosse Silvio o quell’altro che è stato trombato alle europee. Nel dubbio, uno faceva gli scongiuri.

Il culmine della paranoia, però, è stato raggiunto da una lettera surreale di un lettore dell’Espresso. Cito: “possibile che non abbiate ancora capito che fate solo il gioco di Berlusconi, mettendo in risalto le sue malefatte? (…) Volete fargli del male? Dite che è onesto, che non “ce l’ha duro”, che con Noemi è andata bianca e allora sì che crolleranno i suoi estimatori“.

Questo spiega perché gli esponenti del Pd sudino freddo quando parlano. La paura è che quello che dicono venga interpretato come una delegittimazione o una legittimazione di Berlusconi. In entrambi i casi infatti, dicono gli esperti, il Caimano vincerebbe.

Ma è un falso dilemma tipico dei paranoici. Perché in realtà basterebbe dire cose ragionevoli. Un esempio: Berlusconi dovrebbe dimettersi dopo il caso Mills. Non chiedere le dimissioni per paura di compattare l’elettorato di centrodestra in difesa di Berlusconi porta proprio a questo risultato: compattare l’elettorato in difesa di Berlusconi. Perché in questo modo si dà l’impressione di essere in malafede e che quella contro il premier è una congiura che non si basa su prove concrete.

Di questo passo non basterà certo una Serracchiani per guarire dalla sindrome da Berlusconi.

Colonna sonora: Radiohead, “Paranoid android”

4 Risposte leave one →
  1. 2009 Giugno 11

    il problema sta nel rapporto sempre più stretto fra comportamenti della maggioranza e del suo elettorato ma anche della sinistra.

    ascoltando i programmi sulle televisioni private, telelombardia e italia 7 lombardia, c’erano dei cittadini che chiamavano dicendosi di essere di sinistra ma quando poi si lamentavano, i loro argomenti e i loro toni erano identici a quelli della destra.

    Sembra che si siano andate a perdere alcune parole cardine della sinistra.

    Un tempo, l’idea di votare uno degli uomini più ricchi del pianeta avrebbe fatto inorridere una bella fetta di persone. ora, proprio no.

    discorso lungo e complesso.

  2. 2009 Giugno 11

    Mai brano fu più consono. Un androide paranoico dalle batterie inesauribili che non riusciamo più a toglierci dalla vista e dall’udito ovunque siamo.
    Prima o poi si troverà un modo per disattivarlo.

  3. 2009 Giugno 12
    lagiraffa permalink

    Potrebbe sembrare segno di buona fede e sanità mentale, per esempio, quando si perdono le elezioni europee, dire “abbiamo perso, ma ci sono milioni di persone che hanno fiducia in noi, nonostante tutto, proviamo a tenercele” e non dire, contro ogni logica “Berlusconi non ha raggiunto le percentuali che sperava”. Sì, probabilmente, si tratta di paranoici, vanno curati o sedati e lasciati a casa, a riposare.

  4. 2009 Giugno 15

    e già, tenuto conto che Berlusconi si fa parecchio male da solo! Basterebbe che dicessero qualcosa di sinistra, per restare nella citazione ;)

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