Millennium Bug: Giardini di Mirò, “Rise and fall of academic drifting” (2001)

La grammatica dei riverberi
(Nelle puntate precedenti: 2000 – Deftones, “White pony”)
Nel 2001 viene ammazzato un manifestante durante il G8 di Genova. Altri vengono torturati senza che nessuno farà mai un minuto di carcere per questo. Oltreoceano cadono le due torri gemelle. Comincia, insomma, quella catena di eventi che avrebbe reso il mondo un posto dominato dalla paranoia e il decennio appena cominciato qualcosa di simile a una lunga, tortuosa e snervante seduta dall’analista. Un analista di nome George W. Bush.
La musica sembra subodorare i guai in arrivo. Tra i Tool di “Lateralus” e i Lali Puna di “Scary world theory” ciò che emerge è qualcosa che Luca Raffaelli di Repubblica definirebbe un cortocircuito totale tra l’uomo e la società. Peccato non parlarne, perché questi due dischi meritano. Nella galleria di Millennium Bug, però, alla fine ho optato per “Rise and fall of academic drifting” dei Giardini di Mirò. Band italiana, dunque. Quella che ha importato il suono-Mogwai nel nostro paese. Che ha insegnato la grammatica dei riverberi a tanti. Che ha sfornato uno dei pezzi più belli della storia (non solo del post rock): quella “Pet life saver” cantata da Matteo Agostinelli degli Yuppie Flu che è un capolavoro di melodia, emotività e mestizia. La ricetta è la solita – chitarre in delay, ritmi lenti, crescendo epici, tonnellate di malinconia. Ciò che conta, però, è come sono usati gli ingredienti. Ovvero, il talento.
Colonna sonora: Giardini di Mirò, “Pet life saver”



uno dei dischi più belli che ho. ci sono affezionato tantissimo.
Una rece impeccabile, complimenti. Sottoscrivo.
Bella la rubrica. In quel periodo eravamo in tanti a suonare post rock e a fare canzoni con dei titoli lunghi!